Francesco Bagnaia ha ottenuto la pole position in MotoGP al termine delle qualifiche che si sono disputate oggi pomeriggio presso il Circuito Bugatti di Le Mans, sede del GP Francia 2022. Nella Moto2 Pedro Acosta ha ottenuto la miglior prestazione con la KTM RedBull Ajo, mentre nella Moto3 Dennis Foggia è stato il più veloce, firmando la prima pole position in carriera nella categoria. Il sabato del Motomondiale a Le Mans è stato completato dalla vittoria di Mattia Casadei nella MotoE con la Pons Racing.
DUCATI DESMOSEDICI GP-22 PERFETTA
Apoteosi Ducati al termine delle qualifiche che si sono svolte oggi pomeriggio presso il Circuito Bugatti di Le Mans con Francesco Bagnaia che ha ottenuto la pole position davanti al compagno di squadra Jack Miller, che ha completato l'uno-due della Ducati ufficiale. Il campione del mondo Moto2 2018 ha ottenuto il nuovo record della pista in 1:30.450 seguito in scia dall'australiano, con un lavoro di squadra nel doppio time-attack finale che ha portato la Casa di Borgo Panigale a dominare le qualifiche presso il tracciato francese.
Bagnaia ha centrato la seconda pole position consecutiva dopo quella ottenuta due settimane fa al Circuito de Jerez-Angel Nieto. Oltre alla guida chirurgica dell'italiano, ma anche di Miller, si è denotata la spiccata competitività della Desmosedici GP-22. Pecco ha svolto un accurato lavoro sul set-up della moto per quanto concerne la fase di frenata, per avere maggior stabilità al retrotreno nella percorrenza della fase di frenata con una miglior precisione di inserimento all'avantreno.
La stabilità in frenata rappresenta un aspetto tecnico fondamentale su una pista così esigente sotto questo punto di vista. Secondo i dati forniti dalla Brembo, la durata della fase di frenata è di 32 secondi, pari al 35% della percorrenza del giro, mentre la lunghezza della fase di frenata è 1351 metri, 32% della percorrenza del giro.
Il pilota della Ducati ufficiale ha fatto una differenza notevole nei settori tre e quattro, dove ha ottenuto i migliori riscontri cronometrici massimizzando le caratteristiche tecniche della moto della Casa di Borgo Panigale. I due tratti della pista andalusa hanno caratteristiche simili: sono composti da curve veloci in successione, verso sinistra e verso destra, e da punti di frenata molto esigenti. La moto emiliana si è dimostrata veloce nelle curve ad alta velocità di percorrenza, con un avantreno molto preciso in inserimento, e stabile in frenata, dove il retrotreno segue l'avantreno in ingresso curva senza scomporsi nell'arco della fase di frenata.
Segnali decisamente positivi per la Ducati su una pista corta, il cui rettilineo più lungo misura 674 metri e dove la potenza erogata dall'unità motrice in termini di velocità di punta non rappresenta un requisito tecnico primario per estrarre performance nell'arco della percorrenza del giro. La Casa di Borgo Panigale rappresenta il riferimento motoristico della classe regina del Motomondiale e aver ottenuto una pole position così con Bagnaia su una tipologia di tracciato come quello transalpino denota come anche l'aerodinamica e la telaistica rappresentino un pregio della mezzo tecnico bolognese, che sembrerebbe il miglior nel far entrare nella corretta finestra di utilizzo gli pneumatici.
Terza fila consecutiva, dopo quelle ottenute a Portimao e Jerez, per Aleix Espargaro. Lo spagnolo dell'Aprilia sta trovando sempre più spazio ai vertici della graduatoria con una RS-GP che si sta rivelando competitiva su ogni tipologia di tracciato, indipendentemente dalle caratteristiche dello stesso. L'iberico ha chiuso davanti a Fabio Quartararo e a Enea Bastianini, rispettivamente quarto e quinto. Il campione del mondo in carica della Yamaha non è mai riuscito ad avvicinarsi alle prestazioni della Ducati ufficiale nel terzo settore, pagando il deficit di potenza della YZR-M1 sui rettilinei rispetto alla rivale bolognese.
La terza fila era stata completata dalla Ducati Pramac Racing di Johann Zarco, che non è riuscito a replicare lo strabiliante tempo fatto registrare nella terza sessione di prove libere. Il transalpino, però, non scatterà davanti alle Suzuki di Alex Rins e Joan Mir, rispettivamente settimo e ottavo, dato che è stato penalizzato di tre posizioni in griglia di partenza per aver ostacolato Pol Espargaro. La GSX-RR non spicca per la velocità sul giro secco, tanto che ambedue i piloti hanno accusato un distacco di mezzo secondo dal poleman di giornata. Nono crono per Jorge Martin che, rispetto al miglior crono fatto segnare nel Q1, ha peggiorato la propria performance di tre decimi non trovando il giro perfetto.
La quarta fila è tutta appannaggio della Honda. Marc Marquez è decimo a precedere il compagno di squadra Pol Espargaro e la LCR Honda di Taakaki Nakagami. Il pluri iridato non sta riuscendo a guidare usufruendo al massimo del suo stile di guida denotato più di una criticità nell'inserimento curva, tenendo spesso al sottosterzo. Il suo connazionale, invece, dopo un avvio sprint in Qatar al Losail International Circuit sta progressivamente tornando alle prestazioni esibite nell'annata antecedente. La RC213V non sta brillando per competitività, con molteplici criticità che la stanno allontanando dalle rivali.
Q1: BEZZECCHI OUT DI UN SOFFIO
La prima manche delle qualifiche è stata come di consueto decisamente movimentata sino al calare della bandiera a scacchi. I due mattatori assoluti della sessione sono stati Joan Mir e Jorge Martin, che hanno migliorato rispetto i propri crono di tornata in tornata alternandosi all'apice della graduatoria dei tempi. Lo spagnolo della Ducati Pramac Racing ha firmato la miglior prestazione in 1:30.804, precedendo il connazionale della Suzuki di 129 millesimi.
Escluso per solamente sette millesimi di secondo Marco Bezzecchi, autore di un'altra qualifica straordinaria dopo quella di Portimao, conclusa in sesta posizione, e di Jerez dove aveva chiuso ottavo. L'italiano della Ducati Mooney VR46 Racing scatterà dalla tredicesima posizione dopo aver perso pochi centesimi nel quarto settore che lo hanno escluso dai primi due. Infatti il ducatista aveva il miglior tempo negli intermedi sino al terzo settore. Rammarico per Maverick Vinales, quattordicesimo con l'Aprilia. Lo spagnolo nell'ultimo time-attack disponibile aveva ottenuto la miglior prestazione nel primo settore con una vantaggio di 174 millesimi su Martin, che, però, è svanito con un errore nel secondo tratto.
Per l'iberico si è trattata di un'altra qualifica sottotono considerando il potenziale suo e della RS-GP, moto che con in sella il suo compagno Aleix Espargaro sta dimostrando una notevole progressione tecnica con una competitività per stare ai piani alti della classifica. Quindicesimo crono per Luca Marini, a precedere il connazionale Fabio Di Giannantonio della Ducati Gresini Team. L'italiano non riesce ancora a massimizzare il feeling con la moto, faticando nel sbloccare il potenziale della mezzo tecnico della Casa di Borgo Panigale.
Il pilota tricolore si è issato davanti alle KTM Factory Team di Miguel Oliveira e Brad Binder, rispettivamente 17° e 18°. Per il costruttore austriaco si è trattato di un sabato decisamente in ombra, nonostante i segnali positivi arrivati col sudafricano nell'arco delle prove libere di ieri. La RC16 sembrerebbe che stia compiendo il passo del gambero dopo aver colto il secondo posto con Binder nella tappa inaugurale in Qatar e la vittoria del lusitano in Indonesia due settimane più tardi.
Proseguono le difficoltà per Franco Morbidelli, appena 19°. L'italo-brasiliano della Yamaha ufficiale non ha ancora trovato il feeling in sella alla YZR-M1, non riuscendo ad avere le sensazioni alla guida che aveva quando era nel Team Petronas. Andrea Dovizioso ha chiuso ventesimo, precedendo la Honda LCR di Alex Marquez e la KTM Tech3 di Remy Gardner. Completano lo schieramento Darryn Binder e Raul Fernández